Icon Area metropolitana in bici

MiBici

La possibilità di andare in bicicletta non si limita ai confini comunali, ma interessa l'intero territorio metropolitano, così come rappresentato dal Piano strategico per la mobilità ciclistica della Provincia di Milano, "Mibici".

Gli itinerari

La città si espande fuori porta: diversi itinerari di lunga percorrenza sono disponibili o in via di completamento attorno a Milano. Mibici li identifica e li numera.

Lo sviluppo

Il Piano MiBici, approvato nel 2009, ha inteso rispondere alla  necessità di difendere e di diffondere l'utilizzo della bicicletta quale mezzo di trasporto primario, capace di soddisfare anche gli spostamenti sistematici casa-scuola e casa-lavoro e di accesso ai servizi, e non solo quelli ricreativi o sportivi o di brevissimo raggio rispetto ai quali si era sino a allora incentrata la politica dell'ente. 

La logica di impostazione del Piano è derivata da due fondamentali riconoscimenti:

•quello della dimensione fortemente 'sovracomunale' delle attività che si svolgono all'interno dell'area metropolitana, che di conseguenza determina una intensa domanda di relazioni tra comuni limitrofi e di accesso al capoluogo. Tale domanda in parte resta nell'ambito di distanze direttamente 'ciclabili', ed in parte può sfruttare la bicicletta quale mezzo privilegiato di accesso alle stazioni ed alle fermate del trasporto pubblico;
•quello della notevole attività svolta da moltissimi comuni della provincia per realizzare strutture dedicate alla ciclabilità, attività che ha messo a disposizione un ragguardevole patrimonio di piste, ma che ha raggiunto risultati relativamente scarsi in termini di effettiva diffusione dell'uso della bicicletta.
Da queste premesse il Piano ha individuato una specifica strategia di azione, basata sulla 'valorizzazione' del patrimonio di realizzazioni e di progettazione esistente, e sulla costruzione di un contesto programmatico e normativo unitario e coerente entro il quale collocare ed orientare le politiche degli enti (Provincia, Comune, Enti Parco ecc.) a favore della mobilità ciclistica.

Come insegnano le esperienze nordeuropee infatti, lo sviluppo della ciclabilità deve basarsi, oltre che sullo sviluppo di specifiche attrezzature ad essa dedicate, anche sulla costruzione di un contesto più complessivo - urbanistico, normativo, sociale, culturale- che sia nel suo insieme favorevole all'uso della bicicletta.   

In termini operativi il Piano ha in primo luogo identificato, dopo un lavoro di concertazione svolto con tutti i Comuni e gli altri enti interessati e sulla base del lavoro in precedenza svolto dal PIM, una rete di interesse provinciale (rete MiBici), sulla quale ha deciso di concentrare la propria azione. Tale rete risulta formata da itinerari continui che garantiscono il collegamento tra nuclei insediati limitrofi, l'accesso ai principali poli urbanistici di interesse (i.e. poli scolastici, complessi sportivi e sanitari, emergenze storico-monumentali ecc.), ai nodi del trasporto pubblico (a partire dalle stazioni dei sistemi su ferro), ai grandi sistemi ambientali (parchi, corridoi verdi, sistema delle acque ecc.).

La rete MiBici non è formata da itinerari 'della provincia', ma in larghissima parte da tratti più o meno importanti delle reti ciclabili urbane sviluppate dalle singole municipalità. Queste ultime devono pertanto tener conto, nelle loro realizzazioni, dell'ulteriore significato a queste apportate dalla appartenenza alla MiBici e delle ricadute che questo comporta in termini di: 

•continuità e connettività degli itinerari;
•completezza delle polarità servite;
•disponibilità di standard geometrici e prestazionali adeguati alla gerarchia dei tracciati;
•elevato grado di sicurezza;
•completezza, coerenza ed omogeneità della segnaletica.
Mibici è un piano in progress, nel senso che si realizza via via che gli enti locali riescono a costruire i segmenti coerenti con il piano che ne assicurano continuità. La Legge Regionale n. 7/2009 è stata modellata, per quanto attiene alla pianificazione, sul modello di MiBici. La mappa allegata, quindi, è di tipo programmatorio, per cui taluni tracciati indicati in previsione potrebbero essere stati nel frattempo realizzati.